:
: Omeopatia e Medicina “ufficiale”:
verso l’integrazione : :
Ultimo
Aggiornamento:
05.07.2005
SCUOLA DI MEDICINA OMEOPATICA DI VERONA SEDE LEGALE: P.zza San Francesco
D'Assisi, 6 - 37123 Veron
SEDE OPERATIVA: Via Bacilieri 1A - 37139 Verona; tel. 045.8006008
- 329-4744580 www.omeopatia.org -
e-mail: info@omeopatia.org
organizza un corso di
formazione:
Omeopatia
e Medicina “ufficiale”:
verso l’integrazione
seminario in ECM ministeriale evento
residenziale
n. 66751 - medici (9 crediti), n. 66754 - veterinari e
n. 66753 - farmacisti (10 crediti)
Verona,
7-8 ottobre 2005
L’omeopatia, è la medicina non convenzionale
più diffusa
in Italia [1]. Questo comporta la necessità di
informare gli operatori sanitari, chiamati a rispondere alle
domande dei
pazienti [2].
Evidenze scientifiche sull’efficacia dell’omeopatia
sono state prodotte anche in patologie gravi [3] e
confermate in studi recenti di outcome condotti su larga scala
[4].
Con questo corso introduttivo si vogliono illustrare i principi
dell’Omeopatia, come svolge la propria attività il
medico omeopata, quali casi clinici umani e veterinari possono
essere curati con l’omeopatia e quali sono le prove di
efficacia sull’omeopatia.
Questo seminario è rivolto:
agli operatori sanitari (medici, veterinari,
farmacisti) che richiedono una informazione di base sull’omeopatia
agli operatori sanitari (medici, veterinari, farmacisti e studenti
degli ultimi due anni) che intendono diventare omeopati
agli operatori di sanità pubblica (veterinari, medici)
che intendono acquisire conoscenze di base sull’omeopatia
ai fini della prevenzione e del miglioramento della qualità della
vita.
Programma:
Venerdì 7 ottobre 2005
15.00 – 15.15
registrazione partecipanti
15.15 – 16.15
I principi dell’omeopatia: la sperimentazione sull’uomo sano e il principio di similitudine Dr. Gennaro Muscari Tomaioli
16.15 – 16.45
discussione
16.45 – 17.00
break
17.00 – 18.15
I principi dell’omeopatia: Il medicinale unico, diluito e dinamizzato; La legge di guarigione di Hering Dr.ssa Elena Tonini
18.15 – 19.00
discussione
Sabato 18 ottobre
9.00- 9.30 Ragazza adolescente con predisposizione alle
infezioni da streptococco e alle malattie cardiache: quale alternativa
alla terapia antibiotica?Dr.ssa Raffaella Pomposelli
9.30- 10.00 discussione
10.00- 10.30 Incontinenza urinaria non infiammatoria
in un cane adultoDr. David Bettio
10.30 – 11.00 discussione
11.00 – 11.15 break
11.15 – 12.15 L’Omeopatia e le ragioni della ScienzaProf. Paolo Bellavite
12.15 – 14.00 pausa pranzo
14.00 – 15.00 Come lavora l’omeopata: da una visione
d’organo alla globalità e unicità della personaDr. Maurizio Castellini
15.00 – 15.30 discussione
15.30 – 16.30 Omeopatia e Allopatia: verso l’integrazione
per una sola medicinaDr.ssa Raffaella Pomposelli
16.30 – 17.00 discussione
17.00 – 17.15 break
17.15 – 17.45 Complesso granuloma eosinofilico nel gatto
trattato omeopaticamenteDr. David Bettio
17.45 – 18.15 Persona con danno neurologico degli
arti inferiori valutato all’elettromiografia prima e dopo
il trattamento omeopaticoDr.ssa Raffaella Pomposelli
18.15 – 19.00 discussione
19.00-19.30 prova scritta di verifica dell’apprendimento
Sede:
Scuola di Medicina
Omeopatica di Verona, presso il CUM (Centro Universitario
Missionario)
via Bacilieri 1A, Verona (www.omeopatia.org;
e-mail:
)
1. Menniti Ippolito F., Gargiulo L., Bologna
E., Forcella E., Raschetti R.; Use of unconventional medicine
in
Italy: a nation wide survey; Eur. J. Clin. Pharmacol. 2002 Apr;58(1):61-4 2. Bodane C., Brownson K.; The growing acceptance of complementary and alternative
medicine Health Care Manag 2002 Mar;20(3);11-21 3. Clarke J.H. Colera, diarrhoea and dysentery; Encyclopedia Homeopathica: http://www.archibel.com/eh/ehmain.htm 4. The Clinical Results of Homeophatic Prescribing in Primary Care; Results in
over
1000 cases; http://www.hom-inform.org/
BIBLIOGRAFIA
-“Organon – dell’arte del guarire” (Traduzione
italiana dalla VI edizione tedesca a cura della L.U.I.M.O. –Libera
Università Internazionale di Medicina Omeopatica- NA 1981)
-“Appunti di Medicina Omeopatica” (J. T. Kent, ed. red
1999)
-“Le Malattie Croniche” (S. Hahnemann, ed. EDIUM 1980)
- “Oltre il dissimile” (Maria Luisa Barbera, ed. h.m.s.
homeopathic medicine software s.r.l. 2001)
- “Fondamenti Teorici e sperimentali della medicina omeopatica” (P.
Bellavite – A. Signorini IPSA editore 1992)
-“Omeopatia e memoria dell’acqua. Fondamenti scientifici
e considerazioni sociologiche” (Attena F., 1991, Feder. Medica
44: 36
-Chibeni, S.S. (2001)” On the scientific status of homeopathy” Br.
Hom. J. 90: 92-98
-Kleijnen, J., Knipshild, P., and ter Riet, G. (1991) „Clinical
trials of homoeopathy“ Br. Med. J., 302: 316-323
-Barnes, J., Abbot, N.C., Harkness, E.F., Ernst, E. (1999) “Articles
on complementary medicine in the mainstream medical literature: an
investigation of MEDLINE, 1966 through 1996. Arch. Intern. Med.,
159: 1721-1725
-Taddei-Ferretti C., and Marotta P. (1998) High Diluition Effects
on Cells and Integrated Systems World Scientific, Singapore
-Vithoulkas, G. (1980) “The Science of Homeopathy” Grove
Press Inc., New York
-Gava, R. (1998) “Approccio metodologico all’omeopatia” Salus
Infirmorum, Padova
ABSTRACT
“Sui compiti dell’uomo” Ippocrate “
I dolori (lamentazioni) saranno rimossi mediante il loro opposto,
ciascuno secondo le proprie caratteristiche […] Un altro modo
per rimuovere il dolore è il seguente: attraverso il simile
la malattia si sviluppa ed attraverso l’uso del simile la malattia
si guarisce. Così, ciò che produce il tenesmo urinario
nel sano, lo cura nella malattia. La tosse è provocata e guarita
attraverso lo stesso agente, così come nel caso del tenesmo
urinario. […] Se uno immerge un paziente con un’infiammazione
e edema in acqua calda e gli somministra molti liquidi, egli guarirà il
paziente mediante un eccesso di fluidi: ciò che causa l’edema,
guarirà la febbre e l’edema. […] Se uno dà molta
acqua da bere ad un uomo che soffre di vomito continuo, il materiale
che causa il vomito sarà rimosso ed il vomito guarirà.
Così il vomito è fermato da un emetico. Ma uno può anche
fermare il vomito anche se riesce a far eliminare da sotto ciò che,
restando nel corpo, causa il vomito. […] Così la salute
può essere restaurata con due opposti procedimenti. Se tale
principio valesse in tutti i casi, non sarebbe difficile intervenire
efficacemente, a seconda della natura e della causa della malattia
utilizzando ora il rimedio contrario, ora il rimedio simile”
Von Ursprung und Herkommen der Franzosen, 7,
300-302 (Sudhoff Ed.) Paracelo “
La medicina deve essere somministrata non con il peso, ma con criteri
che vanno oltre il semplice peso. Infatti, chi può pesare
un raggio del sole, chi può pesare l’aria? Nessuno.
Ma in che modo la medicina dovrebbe essere somministrata? In modo
che essa lavori nel corpo come un fuoco… Può uno determinare
il peso del fuoco? No, non si pesa il fuoco. Una scintilla è senza
peso. Lo stesso si capisce che deve riguardare la somministrazione
del medicinale.”
De Pestiate, 1, 340 (Huser Ed.) Paracelso “È
una vana speranza confidare nel fatto che molti rimedi possano essere
cumulati in una singola prescrizione, come se uno almeno potesse
funzionare. Oh miserevole prescrizione! Chi fa così dimentica
che una cosa sporca rovina anche le altre.”
Definizione di Omeopatia
È
un metodo di cura che impiega un solo rimedio,
diluito e dinamizzato, sperimentato sull’individuo sano, scelto secondo la legge di
similitudine
“Corrispondenza degli
organi e direzione della cura” James T. Kent Appunti
di Medicina Omeopatica ed. red 1999
Hering introdusse per primo la legge di Direzione dei Sintomi: dall’interno
all’esterno, dall’alto verso il basso e nell’ordine
opposto a quello della loro comparsa.
Gli organi fisici corrispondono alla parte interna dell’uomo:
alla volontà e all’intelligenza.
Secondo la Legge, nel passaggio dall’interno all’esterno
non sempre i sintomi mentali sono seguiti da disturbi cutanei, e
quando questo avviene siamo in presenza di uno sviluppo più rapido.
Il processo di cura è più lento quando si manifestano
disturbi gastrici o renali. Poi il processo attraversa la serie degli
organi e, come lo stomaco migliora, compaiono il catarro e le eruzioni
cutanee e quel paziente conserverà buone condizioni di salute.
Se invece a un disturbo mentale seguono, dopo la prescrizione, catarro
polmonare o bronchiale o qualunque disturbo gastrico, intestinale
o polmonare, il paziente è in fase di miglioramento. Quando un individuo è malato nella volontà, quando
odia ciò che amava, quando desidera distruggere o fuggire
la propria vita oppure odia i propri figli, quando una moglie è ostile
al marito o tutto il sistema nervoso volontario è disturbato,
che cosa accadrà in questa forma di follia? Se si è somministrato
il rimedio giusto, si ammaleranno il fegato o il cuore, che corrispondono
al sistema volontario. Quando si prescrive per i disturbi della
volontà,
si avranno problemi al cuore e al fegato e non affezioni gastriche
o renali. […]
Gli organi sessuali sono normalmente collegati alla volontà.
Le donne con disturbi degli organi sessuali, all’utero e alle
ovaie, soffrono di soppressione sia in ciò che amano sia nell’intelletto,
mentre gli uomini con disturbi sessuali che coinvolgono gli organi
sessuali sono colpiti principalmente negli organi intellettuali
Organon S. Hahnemann
§
22
Poiché nelle malattie null’altro si può dimostrare
da rimuovere in esse – per ridare lo stato di salute – se
non la totalità dei segni e dei sintomi, ed anche nelle medicine
null’altro è dimostrabile curativo se non la loro proprietà di
produrre sintomi di malattia nell’uomo sano e rimuoverli nel
malato, le medicine portano la guarigione e distruggono le malattie
solo in quanto i medicamenti col produrre certi sintomi e sindromi – ossia
col produrre ad arte un certo stato di malattia – rimuovono
e distruggono lo stato naturale di malattia.
Inoltre ne consegue che per la totalità dei sintomi della
malattia da guarire deve essere scelta quella medicina, che (secondo
l’esperienza ha sintomi rimovibili più facilmente, più sicuramente,
più duraturamente con sostanze a sintomi simili o contrari)
ha dimostrato avere la migliore tendenza a produrre sintomi simili
o contrari
§
26
Questo si basa sulla seguente legge naturale omeopatica – legge
qua e là intravista, ma finora non riconosciuta e che è base
di ogni vera guarigione: “un’affezione dinamica debole
viene, nell’organismo vivente, duraturamente cancellata da
un’affezione più forte, se questa, differendo per qualità,
le è assai simile nella sua manifestazione.
§
9
Nello stato di salute dell’uomo la forza vitale, vivificatrice
e misteriosa, domina in modo assoluto e dinamico (= autocrazia) il
corpo materiale (= organismo) e tiene tutte le sue parti in meravigliosa
vita armonica di sensi ed attività, in modo che il nostro
intelletto ragionevole si possa servire liberamente di questo strumento
sano e vitale per gli scopi superiori della nostra esistenza
“Spirito della dottrina
medica omeopatica” Samuel Hahnemann Marzo
1813
Poiché le malattie sono alterazioni dinamiche del nostro carattere
vitale, non possono essere rimosse se non per mezzo di agenti e poteri
che sono anche capaci di produrre alterazioni dinamiche della salute
umana, cioè le medicine, che curano le malattie in modo virtuale
e dinamico.
Queste sostanze e poteri attivi (medicine che abbiamo a disposizione),
effettuano la cura delle malattie mediante lo stesso potere dinamico
di alterare lo stato attuale di salute, mediante lo stesso potere
di squilibrare il carattere vitale del nostro organismo riguardo
alle sue sensazioni e funzioni, per cui esse sono capaci di attaccare
l´individuo sano e produrre in lui alterazioni dinamiche e
alcuni sintomi morbosi, la conoscenza dei quali come vedremo, ci
fornisce le più veritiere informazioni concernenti gli stati
morbosi che con certezza possono essere curati da ciascuna particolare
medicina.
Il potere curativo delle medicine non può esprimersi in altro
modo, così sicuro e palpabile, e non può essere conosciuto
da noi in maniera più pura e perfetta se non attraverso i
fenomeni morbosi e i sintomi (malattie artificiali) che le medicine
sviluppano sugli individui sani.
“Le malattie croniche” Prefazione
alla II edizione" S. Hahnemann (1835-1839)
Tuttavia, le infinite variabili che costituiscono la differenza fra
un paziente e l’altro, come la sensibilità, l’età,
lo sviluppo fisico e mentale, la forza vitale e soprattutto la natura
della malattia, esigono una grande varietà di trattamento,
come pure di modalità di somministrazione delle dosi del rimedio.
Le malattie, infatti, possono essere di vario genere: una è naturale
e semplice, ma recente, un’altra pure naturale e semplice,
ma di vecchia data; una può essere complicata, ossia combinata
con altre malattie croniche, un’altra ancora, come purtroppo
per lo più accade, può essere stata aggravata da una
cura allopatica, complicandosi con una malattia medicamentosa e questo è il
caso più grave.
Nelle malattie di qualunque genere
e gravità (comprese le malattie acute e subacute, più o
meno maligne) è opportuno somministrare il rimedio in globuli
sciolti suddividendo la soluzione in più somministrazioni.
In questo modo si può somministrare il rimedio diluito in
una quantità d’acqua Nelle malattie croniche ho avuto maggiori
vantaggi somministrando una dose (ossia un cucchiaio) della soluzione
del rimedio appropriato ogni due giorni e, più frequentemente,
una volta al giorno.
Il nostro principio vitale non sopporta facilmente la ripetizione immediata
di un medicamento alla medesima dinamizzazione. Quando ciò avviene,
infatti, può accadere che l’effetto benefico della prima
dose sia in parte neutralizzato, oppure che si manifestino nuovi sintomi
caratteristici del rimedio che non si erano mai manifestati (malattia
medicamentosa), e che questi ostacolino la cura. In questo modo può accadere
che anche un rimedio omeopatico, scelto con attenzione, produca effetti
negativi e raggiunga lo scopo solo in modo imperfetto, o non lo raggiunga
affatto. Ma quando occorre somministrare ripetutamente uno stesso rimedio,
come è indispensabile
fare per guarire una malattia cronica grave, è sufficiente variare
ogni volta un po’ la dinamizzazione della dose somministrata,
perché la forza vitale riceva il rimedio tranquillamente e,
per così dire, di buon grado. Il rimedio potrà quindi
essere somministrato anche a brevi intervalli avvertendo dopo ogni
somministrazione un miglioramento. Per ottenere questo lieve cambiamento
del grado di dinamizzazione è sufficiente scuotere cinque o
sei volte la soluzione contenente i globuli, prima di ciascuna somministrazione. Allorché il rimedio produce effetti troppo marcati, si eviterà di
ripetere la somministrazione il giorno successivo. Se appaiono solo i sintomi della malattia, che però si aggravano
progressivamente malgrado la dose ridotta e il grado di dinamizzazione
venga elevato, significa che è arrivato il momento di interrompere,
per una settimana o due, la somministrazione del rimedio e che occorre
aspettare un miglioramento di un certo rilievo. Nel trattamento delle malattie croniche è spesso
opportuno prendere
il rimedio, per via orale o frizionato, la sera poco prima di andare
a dormire: ciò serve a evitare qualche disturbo che potrebbe
manifestarsi prendendo il rimedio più presto.
Nei casi di ipersensibilità complicati da un’estrema debolezza,
il rimedio può essere somministrato solo per inalazione. Quando è necessario
ripetere la somministrazione della dinamizzazione, essa dovrà essere
precedentemente agitata. Se il medico non vedrà sorgere nuovi
sintomi, continuerà agli stessi intervalli, finché non
cominceranno ad aggravarsi i sintomi presenti all’inizio; poi
comincerà a prolungare gli intervalli tra una dose e l’altra,
riducendo la quantità.
Com’è noto, nel caso del colera il rimedio dovrà essere
somministrato a intervalli molto più brevi.
Heilkunde der Erfahrung, Hufeland’s Journal, 22,
St. 3, 5, 1806 S. Hahnemann La ripetizione della dose di una medicina è regolata dalla
durata d’azione di ogni singola medicina. Se il rimedio agisce
in modo positivo e curativo, il suo effetto è percepibile
come un miglioramento permanente, anche dopo che esso ha cessato
la sua specifica azione. A tale punto, un’altra dose del rimedio
adatto distrugge ciò che resta della malattia. Il buon lavoro
della prima dose non sarà distrutto, a meno che non si dia
una seconda dose prima che siano passate almeno alcune ore dalla
cessazione dell’azione del rimedio.. Quindi, per avere un buon
risultato finale, non si deve ripetere la dose prima dell’esaurimento
dell’effetto della prima, altrimenti c’è il rischio
che la cura sia frustrata da una ripetizione troppo rapida.
Aggiunge anche che dosi troppo frequenti possono causare accumulo
e la produzione di sintomi troppo violenti.
Prof. Paolo Bellavite:
L’omeopatia si è fondata sin dall’inizio, sulla
sperimentazione, ben prima della medicina moderna e degli studi clinici
in doppio cieco. Negli ultimi 10-15 anni è stato possibile
condurre alcuni studi che si sono “conformati” ai criteri
della medicina ortodossa: la ricerca clinica controllata condotta
con criteri metodologici moderni consiste in un centinaio di pubblicazioni,
riguardanti la ricerca clinica condotta con metodi convenzionali
(doppio cieco, gruppi di controllo, randomizzazione) ed altrettante
riguardanti la ricerca di base (in laboratorio e su animali).
Le più recenti meta-analisi, inclusa quella di un Gruppo di
Studio istituito ufficialmente dalla Comunità Europea, indicano
che nel loro insieme tutte le ricerche fin qui compiute sono a favore
di un effetto terapeutico dell’omeopatia, statisticamente distinguibile
da quello di un placebo.
Come si misura l’azione dell’omeopatia?
I principali parametri con cui si valuta ogni intervento sanitario
(e quindi anche una terapia) sono :
a. efficacia
b. b. efficienza
c. c. effettività
Oggi è noto che il parametro fondamentale per valutare una
terapia è l’effectiveness (effettività), cioè l’efficacia
della terapia nelle reali condizioni in cui viene normalmente applicata.
Qual è dunque l’efficacia dell’omeopatia nelle
reali condizioni d’uso? Quali sono le reali condizioni d’uso
dell’omeopatia? La terapia omeopatica richiede una approfondita
conoscenza sia della medicina generale, sia dell’omeopatia.
La terapia omeopatica è una terapia individualizzata: il medicinale
omeopatico è prescritto sulla base dell’insieme dei
sintomi (fisici, energetici, mentali) che presenta il paziente, e
non solo sulla base dei sintomi della sua patologia principale. Poiché l’insieme
dei sintomi varia fra diversi individui che hanno la stessa patologia
principale, per una stessa patologia possono essere prescritti diversi
medicinali omeopatici. Di conseguenza, in omeopatia non possono essere
applicati protocolli terapeutici per patologia. In medicina tradizionale
in diversi pazienti che hanno la stessa patologia si usa lo stesso
farmaco, quindi è possibile affermare che quel farmaco è efficace
in quella data patologia, e quindi il risultato ottenuto in una sperimentazione
clinica (se ben condotta) è applicabile alla generalità dei
pazienti con quella patologia.
In medicina omeopatica, viceversa, l’attenzione è focalizzata
su una diagnosi di squilibrio di sistema (l’uomo ammalato nel
suo insieme), e la terapia deve curare tutto il sistema, e non solo
la sua patologia principale. Le varie patologie che il paziente presenta
sono viste come l’espressione dello squilibrio del suo sistema,
visto nel complesso.
In medicna omeopatica quindi: uno stesso medicinale potrà curare,
nella stessa persona, diverse patologie (Rx = Px, Py, Pz); diverse
persone ( che hanno quindi squilibri di sistema diversi ), saranno
curate da diversi medicinali omeopatici, anche se condividono la
stessa patologia principale (Px = Rx, Ry, Rz).