| 28.04.2004
SOCIETA’ ITALIANA DI MEDICINA OMEOPATICA
società scientifica dei medici omeopati
UFFICIO DI PRESIDENZA
Dr. CIRO D’ARPA Piazza Alberico Gentili, 12 90143 Palermo
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LA DIFESA DELLA MEDICINA DI STATO: UNA BATTAGLIA DI RETROGUARDIA
La stampa nazionale ha di recente enfatizzato la notizia di un documento
del Comitato Nazionale di Bioetica riguardo l’attuale progetto
di legge sulle Medicine Non Convenzionali. Questa notizia, in assenza
della pubblicazione del documento stesso, non può evidentemente
essere commentata nei contenuti.
Il documento del CNB sembrerebbe affermare che il pluralismo scientifico
sancito dall’articolo 33 della Costituzione italiana sia da intendersi
limitatamente ad un’unica scienza ufficiale, poiché ad impostazioni
divergenti verrebbe negata questa dignità.
Rivendicazione esplicita, pertanto, di una “scienza di Stato”,
sinora ufficialmente negata dall’ordinamento legale e giudiziario
italiano.
Riguardo questo tema, vedremo tra breve come argomenterà la motivazione
della sentenza del processo contro Piero Angela, citato in giudizio dai
medici omeopati per avere diffamato il loro lavoro professionale, che
dovrà giustificare l’assoluzione dell’imputato il
quale sosteneva, appunto, l’esistenza implicita in Italia di una
scienza di Stato vincolante persino del diritto ad una informazione obbiettiva.
Dal punto di vista temporale, è suggestiva la tempestività con
cui viene diffusa la notizia di questo documento del CNB, ancor prima
che il testo sia reso noto per esteso e proprio alla vigilia della pubblicazione
di tale sentenza.
Dal punto di vista culturale, invece, lo spettacolo è triste.
Le posizioni espresse dal CNB rispecchiano opinioni ormai francamente
superate nella moderna Sociologia, nella Storiografia, nell’Antropologia
e nella Filosofia della Scienza: si rifanno ancora alle tesi scolastiche
dell’epistemologia post-positivistica di quarant’anni fa
o, a volere andare più indietro nel tempo, ai secoli in cui era
il Tribunale del sant’Uffizio a decidere la validità delle
teorie mediche, sulla base della loro osservanza dei princìpi
dell’aristotelismo. Anche allora, è utile ricordare, i princìpi
presunti scientifici servivano a delegittimare il pluralismo terapeutico
dell’epoca.
Noi siamo fra quelli che ancora credono nella scienza, e prendiamo le
distanze da questo fronte di retroguardia culturale al quale la si vorrebbe
arretrare. La scienza accetta le sfide degne, utili al progresso della
conoscenza. In Medicina, la scienza è sempre a fianco dei pazienti
per perfezionare le cure più opportune, non certo per limitare
la loro possibilità di guarigione mentre si compiacciono le solite
lobby dell’industria farmaceutica.
Su un punto soltanto concordiamo con la portavoce del CNB: ormai sembra
proprio il caso di estendere un franco dibattito sul pluralismo scientifico,
anche al di fuori dagli ambiti pietrificati degli esperti ufficiali,
i quali su tutto sempre ci parlano, tacendo della loro specifica competenza
a trattare argomenti su cui, spesso, persino l’uomo comune ed ovviamente
il medico pratico hanno ormai maggiore, concreta e fattuale esperienza.
Le domande su cui il cittadino potrebbe finalmente cominciare a riflettere
sono:
In Italia, è lo Stato che deve decidere cosa è scienza
e cosa non lo è?
Il nostro Paese, oltre ad una “Medicina di Stato”, intende
davvero rivendicare anche una “Scienza di Stato”?
Dovremmo davvero ridurci a pensare che sia per una strana anomalia delle
Leggi di Natura che milioni di cittadini italiani, ogni giorno, traggano
concreto giovamento dalle Medicine Non Convenzionali?
Davvero i cittadini italiani intendono delegare totalmente la Medicina
e la Scienza alle opinioni ed agli interessi di un gruppo di “saggi” che
decidono per loro?
Ci sono ancora, in Italia, migliaia di medici che non hanno mai dato
questa delega a nessuno e che continuano ogni giorno a curare i loro
pazienti, in Scienza e Coscienza, nel modo che ritengono migliore. La
loro comprensione dell’Etica da adoperare in Medicina sembrerebbe
diversa da quella manifestata dal Comitato Nazionale di Bioetica.
Ci ripromettiamo di ritornare con maggiore puntualità su questi
temi dopo la pubblicazione del documento annunciato.
Ciro D’Arpa
Presidente della Società Italiana di Medicina Omeopatica
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