| 27.08.2005
Il Messaggero di Sabato 27 Agosto 2005
Scienziati svizzeri la bocciano. Proteste e polemiche
Omeopatia della discordia
ROMA Un siluro della prestigiosa rivista scientifica inglese “The Lancet” contro l’omeopatia. «E’ una cura del tutto inutile, la sua efficacia si può paragonare a quella del placebo». Tali affermazioni si basano su 110 differenti ricerche che arrivano più o meno alla stessa conclusione. Indignata la replica di Andrea Valeri, omeopata italiano: quei dati sono una manipolazione statistica. Mentre il ”tradizionalista” Stefano Vella sostiene: nell’omeopatia il rapporto medico-paziente ha effetti benefici. In Italia sarebbero 11 milioni i pazienti ”alternativi”.
LA PAROLA ALL’ESPERTO: DARIO CORONA
La chiave energetica per il giusto equilibrio
di MARIA RITA CHIACCHIERA
N ELL’AMBITO della medicina olistica, che per sua vocazione si occupa dell’uomo nella sua interezza e di una terapia sempre più soggettiva e a misura d’uomo, si impone il concetto di costituzione biologica, in quanto l’atto diagnostico e terapeutico deve tener presente le caratteristiche reattive di ogni individuo. Le grandi leggi della fisiologia influiscono su tutti, ma è altrettanto chiaro che le loro manifestazioni rivestono in ogni individualità un carattere che è personale. Senza definire nel dettaglio la costituzione biologica, si può comunque dire che rappresenta la reattività individuale di ogni essere il quale, mettendo in evidenza la sua vulnerabilità, permette di riconoscere il suo stato psico-neuro-immuno-endocrino.
«C’è da tener presente - spiega il dottor Dario Corona - specializzato in ostetricia e ginecologia, che si occupa da dieci anni di medicina tradizionale cinese, medicina olistica e integrata, energetica, aromaterapia e fiori di bach - che la malattia può essere intesa come una disarmonia fra una o più parti del nostro corpo, non solo la parte fisica, ma anche emotiva, mentale, psichica e spirituale. Quando la disarmonia si manifesta in uno di questi “corpi”, il soggetto si ammala e soffre, manifestando la patologia nel punto di minor resistenza e di maggiore fragilità. Il lavoro del terapeuta in questo caso è di percepire a quale livello è la disarmonia e riequilibrarla».
Come si fa la diagnosi in questi casi?
«Utilizzando tutte le conoscenze mediche e non, in particolare la medicina classica, da non dimenticare mai, con l’accurata anamnesi personale, familiare e patologica, ed in più, utilizzando la comunicazione non verbale, cioè la sintomatologia manifesta e occulta che il soggetto mostra. La medicina attuale tradizionale è stata un po’ dimenticata per questo passaggio diagnostico, e attualmente antepone la parte strumentale e laboratoristica».
Dovremmo avere tutti, nei confronti della disarmonia del nostro corpo, e quindi della malattia, un approccio sempre più legato alla visione olistica, energetica e naturale. Valutare le nostre condizioni fisiche non solo come tali, ma con un approccio più ampio che includa tutti “i corpi” energetici del nostro essere.
Quali sono i metodi naturali più efficaci per riarmonizzare il nostro corpo?
«E’ difficile specificarne uno solo. Ci sono dei metodi come l’agopuntura, la fitoterapia, l’aromaterapia, l’omeopatia, i fiori di bach, ecc., che possono essere suggeriti di volta in volta a seconda del caso e del soggetto, senza però perdere di vista la medicina classica tradizionale. I problemi delle donne, in quanto ginecologo, non sono o solamente quasi mai solo fisici, ma anche emotivi e psichici. Per esempio, la menopausa: non va trattata necessariamente con farmaci, (per la paura di invecchiare), ma soprattutto con un riequilibrio della disarmonia energetica e ormonale che si sta verificando in quel momento».
Quali sono i consigli da dare?
«Riuscire ad imparare a usare la chiave energetica giusta per ristabilire il proprio equilibrio. Trovare il rimedio, in senso generale, di volta in volta più corretto per ripristinare l’armonia dei nostri “corpi”: fisica, emotiva, mentale, psichica e spirituale, facendoci aiutare da specialisti del settore. Comunque la cosa importante è imparare ad ascoltare il nostro corpo, quello che ci suggerisce, quello che vuole per gratificarci. Quindi, medicina naturale fino che è possibile, medicina tradizionale quando è proprio necessario, ma soprattutto imparare a volerci bene e a non usare farmaci come rimedi più rapidi; e pensare di più all’armonia del nostro corpo e della nostra vita».
(su Il Messaggero, 27.08.2005)
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