| 20.10.2005
L’iniziativa presentata a un convegno
Agopuntura e omeopatia: quali intrecci con le cure tradizionali
Medicine alternative: un network nascerà all’ospedale San Polo
Sarà Monfalcone il punto centrale del network per lo studio scientifico delle medicine alternative, nuova emanazione del Ceformed di base all’ospedale San Polo, che collegherà in rete scienziati, chimici e medici impegnati nella sperimentazione di medicine alternative in tutta Europa. Il nuovo strumento è stato presentato nel corso del convegno su «Olismo e Complessità», una tre - giorni dedicata allo studio delle cure non tradizionali e alla loro applicazione in patologie come quelle tumorali. Lo scopo è quello di esplorare con modalità scientifiche gli aspetti della medicina che tengono conto della complessità. Ovvero, del lavoro sull’aspetto complessivo del paziente, e non della singola molecola.
«Ci sono già molti medici e operatori sanitari interessati a questo tema, ma il problema da risolvere è che non esiste un vero collegamento tra loro - ha spiegato, presentando il progetto di network, il professor Fabio Burigana -. Ed è proprio a questo problema che intendiamo ovviare con questa iniziativa che riguarda da vicino l’ospedale monfalconese. Il primo passo sarà quello di creare un sito internet, che in parte è già funzionante, per raccogliere tutti i contributi degli studi. Saranno informazioni giudicate nella loro attendibilità da un comitato scientifico, che verranno messe a disposizione di tutti. Poi procederemo con l’organizzazione di convegni a scadenza regolare, ed infine daremo il via a una formazione specifica dedicata ai medici generici». Il problema, nelle medicine non tradizionali, è che spesso non sono conosciute dagli stessi ambienti medici. «Ma l’interesse sta crescendo - continua Burigana - tanto è vero che abbiamo trovato già ottime collaborazioni, come quella con il reparto di medicina sperimentale dellospedale La Sapienza di Roma». Gli studi in questo campo saranno comunque riferite al collegamento tra le cure non convenzionali e quelle tradizionali. Non contrapposizione, dunque. «Prendiamo a esempio la medicina cinese - ha concluso Fabio Burigana - nella quale si presuppone l’esistenza di ”fonti di energia”. Noi intendiamo effettuare degli studi per capire se ciò realmente funziona, come mai funziona, e quale è il cambiamento ”reale” nel nostro organismo con l’applicazione di pratiche quali l’agopuntura».
Per la medicina tradizionale, la cura della malattia passa solo attraverso il farmaco. La medicina non convenzionale invece prende in considerazione il paziente nel suo insieme. Avere una conoscenza di entrambe sarebbe utile per il medico generico, ed è proprio a questo risultato che si vuole arrivare, coinvolgendo studiosi in vari settori e unendo le loro conoscenze.
e. o.
(su Il Piccolo di Trieste, 18.10.2005)
N.B.
Il programma completo sia dell'evento già svolto il 14-15-16/10 (quello di cui si parla nell'articolo) come pure quello prossimo 11-12-13/11 lo trovi qui. |