Alla Presidente FIAMO, al Consiglio Direttivo FIAMO
Antonella carissima e carissimi tutti,
ora che anche l’ultimo conto è stato ultimato, desidero esprimervi la riconoscenza mia e della Scuola di Medicina Omeopatica di Verona per averci offerto l’occasione di crescere sia come professionisti che come donne e uomini. L’accoglienza, la professionalità, l’organizzazione, hanno fornito a tutti l’opportunità di sentirsi a proprio agio, di partecipare a tutte le sessioni del Congresso con relazioni, riflessioni e spunti che lo hanno altamente qualificato. Tutti abbiamo dato a piene mani e il meglio di noi in un corale e vincente lavoro di squadra...i più sono tornati nel proprio quotidiano con un piccolo ma prezioso bagaglio che li accompagnerà e li sosterrà nel perfezionare il proprio lavoro.
Ho riflettuto a lungo …desidero condividere con Voi le mie considerazioni.
Il confronto fra le metodologie iniziato a febbraio, in questo Congresso ha avuto il primo vero scambio fra i Direttori delle Scuole. Ha messo in rilievo le differenze e le affinità, ma soprattutto ha dimostrato nei fatti che il confronto è possibile: le differenze diventano ricchezza per tutti, se il confronto è fatto nel rispetto delle regole condivise. Ancora una volta la centralità del paziente con la sua realtà sintomatologica, ci ha inchiodati e obbligati a guardare lui…la sua sofferenza! Sono emerse osservazioni puntuali: il tempo di follow-up non inferiore a 6 mesi nella cura delle malattie croniche, l’indispensabile osservanza del consenso informato (Valeri).
Ci si è domandati se nelle malattie croniche conclamate sia possibile accedere e curare
Il confronto sui fatti per me è indispensabile per crescere ed uscire dall’angolo dove ci relegano dove spesso noi stessi ci releghiamo. Mi piacerebbe che
La partecipazione di relatori esterni e di altre discipline come Calmer e Domenighetti, ci hanno mostrato che competenze diverse, che studiano la realtà Sanità-Salute da angolazioni proprie, convergono con i paradigmi che guidano l’applicazione dei principi dell’Omeopatia. Ci siamo sentiti sostenuti nella nostra pratica clinica quotidiana:è stato illuminante, incoraggiante sentirci confermare che la “medicalizzazione della vita” divora le risorse, non qualifica la vita dei nostri pazienti, né l’allunga, ma la sfrutta e che non è banale “ideologia di omeopati fanatici”.Il sapere di far parte di un movimento ampio, innovativo, ci motiva ad essere più decisi, meno timidi, a utilizzare la nostra competenza con forza, passione, determinazione. Ci fa sentire nel “giusto”. Non ci fa sentire isolati.
Le sessioni di clinica sia veterinaria che umana, hanno sottolineato ancora quanto poco conosciamo delle sconfinate possibilità del rimedio prescritto secondo
L’individualità del paziente e le casistiche con grandi numeri sono conciliabili. Il lavoro sull’influenza 2007 e la proposta di protocollo per l’influenza 2008 sta ponendo le basi per iniziare a raccogliere casi clinici, a cui tutti possono partecipare, imparare a lavorare insieme, nel rispetto dei principi e del linguaggio omeopatici.
La proposta di raccolta di casi tumorali umani e veterinari e la creazione di un Centro Oncologico, ritengo sia stata la più alta espressione di integrazione dei Saperi e di possibilità di crescita interdisciplinare. Richiede alta professionalità e altissime capacità umane di umiltà, di voglia di condivisione e di conoscenza.
E’ emersa la questione annosa della costruzione di una Banca Dati: si è chiarito che ci sono due momenti con modalità ed esigenze differenti. Il primo è il momento della raccolta dati che richiede uno strumento snello, agile, più semplice possibile, perché possa essere utilizzato dai più nel rispetto delle varie capacità tecniche dei partecipanti, deve dare autonomia, non creare dipendenza.
Il secondo momento è l’archiviazione. E’ più complesso, richiede tempo, ha esigenze internazionali nel linguaggio e negli standards condivisi con altre nazioni. I due steps non possono essere confusi né utilizzati in tempi e modi non propri .Credo che Rezzani debba trovare insieme con le differenti realtà, una soluzione condivisibile. Non si possono più sprecare risorse preziose, ora che si sta creando un folto numero di medici e veterinari motivati e fortemente collaborativi.
Ho sentito forte la necessità di unire le competenze SIMO-FIAMO per formulare un modulo semplice, essenziale, da distribuire a tutti gli omeopati relativo alla Farmacovigilanza. È necessario un controllo serio e puntuale.
Pindaro Mattoli ha lavorato intensamente per preparare
Il Comitato di Bioetica di Milano Melegnano dando parere Favorevole per lo svolgimento del protocollo sperimentale sulle neuropatie diabetiche ha recepito la scientificità dell’ Omeopatia.
Nel segnalare questi focus di riflessione mi rendo ancor di più conto di quanto sia stato denso questo Congresso, di quanto ci abbia fatto discutere, di quanto ci ha fatto crescere…
E’ proprio bella la sensazione di pienezza e di gratitudine che mi riempie il cuore…lavorare insieme, eleva il senso dell’esistenza e mi da’ una sottile e intima commozione.
Raffaella Pomposelli
Direttrice della Scuola di Medicina Omeopatica di Verona
Milano 3 dicembre 2008