Che cosa intendiamo per salute?
L'omeopatia è un riordinamento dell'individuo nel rispetto della sua complessità.
Il ruolo del medico è fondamentale.
Qual è la differenza fondamentale tra medicina dei simili e medicina ufficiale dei contrari?
Perché non è corretta la prescrizione di un rimedio per uno o più sintomi?
I rimedi omeopatici non possono essere tossici ma possono provocare effetti negativi
Come si può distinguere l'omeopatia dalle altre terapie similari?
tratto da "Dai traumi all'omeopatia" di Maurizio Castellini
.... oggi nel nostro paese molti credono di conoscere l'omeopatia. Purtroppo non è così. Molti anni di uso commerciale dei rimedi hanno divulgato un'immagine riduttiva dell'omeopatia che è molto lontana dalla verità ... i rimedi omeopatici hanno un loro senso e vanno impiegati seguendo un metodo preciso: il metodo omeopatico.
Questo metodo omeopatico differisce molto dalla terapia ufficiale. Mentre nella medicina ufficiale l'intervento è diretto contro le malattie, il rimedio omeopatico è scelto tenendo conto delle caratteristiche del malato e quindi viene considerato una grande quantità di informazioni sull'individualità irripetibile di ogni persona. Per l'omeopatia non esistono malattie ma persone malate.
Non è quindi corretto in omeopatia parlare di rimedi per malattie. In omeopatia esistono rimedi per le persone che hanno le malattie e quindi a diversi pazienti con la stessa malattia possono essere prescritti rimedi totalmente diversi tra loro...
Nella loro lungimiranza i fondatori dell'OMS hanno proposto una definizione di salute come benessere fisico, mentale e sociale. L'omeopatia si riconosce in questa definizione di salute. Salute quindi non è solo abolizione di sintomi, ma uno stato positivo caratterizzato da libertà di volontà, libertà di pensiero, positività di rapporto con se stessi, con gli altri e con l'ambiente, in una parola uno stato di armonia.
Rispetto alle patologie moderne ed alle terapie ufficiali così si è espressa l'OMS: "L'applicazione del metodo scientifico alla medicina e all'assistenza sanitaria ha introdotto radicali miglioramenti in tutte quelle situazioni nelle quali i fattori materiali, infezioni, avvelenamenti, ferite, alimentazione od igiene personale ed ambientale hanno un peso determinante. Nelle patologie degenerative, invece, i risultati sono meno spettacolari; in quelle infine ove fattoricomportamentali, emozionali o spirituali hanno un ruolo importante sarebbe difficile sostenere che il metodo scientifico abbia determinato progressi degni di nota. Alcuni affermano anzi che i segni di deterioramento sono evidenti."
La medicina occidentale come tendenza si è sviluppata nella specializzazione, nello studio delle parti dove cerca la causa delle malattie. Ha scisso l'unità della persona in organi e parti affette da malattie autonome. Ha catalogato sintomi e segni rimanendo alla fine prigioniera della molteplicità. Ha perso di vista il fatto che la malattia è un disordine generale e che questo va corretto nella sua complessità. La malattia è squilibrio di tutto l'individuo, frutto del terreno preesistente, delle determinanti ambientali, dell'alimentazione, delle relazioni interpersonali.
Le malattie con i loro sintomi e segni sono i segnali del disordine e la terapia non sarà diretta ai sintomi, ma al disordine nel suo complesso. La reazione della persona all'assunzione del rimedio corretto non sarà altro che un ripristino di condizionidi ordine con cui inizia il processo di guarigione. I sintomi sono segnali che le cose non vanno. Potremmo paragonarli ai segnali di allarme presenti sulle nostre auto.Quando si accende sul cruscotto la spia dell'olio è segno che qualcosa nel motore non va.
Nelle terapie convenzionali spesso si interviene sopprimendo i sintomi; ci si comporta quindi come l'autista che, vista la spia dell'olio accesa, anziché fermarsi, aprire il cofano e guardare che cosa è successo, prende un martello e rompe la lampadina. I disturbi sono lampadine, segnali di allarme, segnali più o meno localizzati che richiamano l'attenzione sul fatto che qualcosa di generale non va, che l'equilibrio è saltato.
La terapia omeopatica deve essere diretta da un medico, perché comunque parte da una diagnosi e da una scelta terapeutica, delle quali si fa carico un professionista che risponde delle sue scelte...
Un'analisi così ampia che parte dal quadro patologico per allargarsi a tutto il vissuto individuale, riserva senza deroghe l'omeopatia alla professione medica. A questo proposito è necessaria ed urgente una legislazione che imponga la ricetta medica per la prescrizione omeopatica.
...Il principio di similitudine è il principio su cui si fonda tutta l'omeopatia. Ne è la base fin dai tempi della medicina greca di Ippocrate. Egli aveva individuato due modi diversi di affrontare le malattie: la via dei simili e la via dei contrari. Per comprenderne chiaramente questo principio è utile ricorrere ad alcuni semplici esempi.
Quando per il freddo si gelano le mani possiamo agire essenzialmente in due modi opposti: o le riscaldiamo con una fonte di calore, o le mettiamo a contatto del ghiaccio o della neve per alcuni istanti. Riscaldandole con una fonte di calore avremo utilizzato la via dei contrari dove il caldo del termosifone cura gli effetti del freddo. Avremo utilizzato invece la via dei simili usando il freddo intenso del ghiaccio come stimolo per far reagire al freddo.
I contrari operano un intervento esterno che lascia passivo l'organismo (nell'esempio viene somministrato calore) e lo stato di benessere che risulta è limitato al tempo di somministrazione dell'agente esterno o poco più. La sensazione di calore cessa presto quando togliamo le mani dal calorifero e di solito è seguita da un nuovo rapido raffreddamento. Usando invece i simili stimoliamo l'organismo stesso a superare il problema esistente. Il freddo provoca una reazione attiva di riscaldamento da parte dell' organismo stesso.
Questa, proprio perché attiva, sarà intensa e duratura nel tempo. Si possono utilizzare omeopaticamente, in modo analogo all'esempio, le sostanze più diverse. Usando il freddo abbiamo provocato la reazione con lo stesso agente che ha causato i disturbi (idem = identico). Questa evenienza è eccezionale. Per provocare la reazione è sufficiente utilizzare il simile, il più simile possibile (chiamato simillimum), la sostanza cioè che intossicando è capace di provocare i disturbi più vicini a quelli che presenta il paziente...
...Tutte le sostanze biologicamente attive possono essere usate come rimedio...
...Il compito del medico omeopata è quello di cercare quale tra le sostanze conosciute sia capace di creare l'insieme di problemi, di segni, di sintomi che più si avvicinano a quelli che presenta il malato. Scorre quindi la sua materia medica, che abbiamo paragonato ad un album di fotografie, cercando quali sostanze siano in grado di provocare un quadro simile a quello del paziente.
...La guarigione non è quindi l'eliminazione diretta di sintomi attraverso sostanze specifiche (come gli antifebbrili per la febbre) ma la loro scomparsa per correzione dello squilibrio generale che li ha generati.
Anche Hahnemann inizialmente prescriveva rimedi per i disturbi locali dei suoi pazienti non considerando l'intera persona. Fu lui stesso che dopo aver analizzato attentamente i risultati clinici, si accorse che prescrivere sui singoli disturbi non dava successi duraturi e che anzi, spesso i pazienti peggioravano nelle condizioni generali.
Proprio sulla base di queste osservazioni arrivò al nodo centrale della sua proposta terapeutica: esiste una sola malattia fondamentale radice dei problemi complessi esistenti per la quale deve essere prescritto un solo rimedio capace di rimettere in ordine la persona nella sua totalità...
Può quindi essere pericoloso fare un uso di tipo sintomatico dei rimedi. I rimedi possono far sparire i sintomi e quindi provocare guai diversi, anche importanti. Possono provocare incidenti anche più gravi di quello che mi ha raccontato la madre di Antonia, 4 anni : " ...in farmacia mi hanno dato delle gocce omeopatiche per la tosse composte da tanti rimedi. La tosse è sparita quasi subito ma da quando Antonia le prende è agitatissima, non dorme più e di notte salta sul materasso come una molla...
Una notte squillò il telefono. Era un collega della Guardia Medica chiamato perché un bambino aveva ingerito un intero tubetto di Arsenico alla 7 CH. La 7 CH equivale ad una concentrazione di arsenico di una parte su100.000.000.000.000, centomila miliard i!. Non esiste quindi per le normali diluizioni omeopatiche (dalla 7 CH in su ) un problema di tossicità.
Anche assumendo una grande quantità di rimedio in un'unica volta, la quantità totale di principio attivo ingerito non potrà mai arrivare a provocare sintomi tossici. Non confondiamo però il concetto di tossicità clinica con lapossibilità di creare effetti negativi. È vero che i rimedi non sono tossici ma non è vero che non possano far male e cioè quello che si è sempre detto di loro: " se fanno, fanno bene, altrimenti non fanno niente". Non èvero...
Le metodiche terapeutiche che fanno uso in terapia di sostanze in parte comuni a quelle utilizzate dall'omeopatia, diluite o non diluite e dinamizzate o non dinamizzate si possono suddividere in nove grandi categorie tra loro profondamentediverse.
terapie fondate sulla legge di similitudine: omeopatia unicista epluralista.
L'omeopatia unicista classica
La medicina omeopatica unicista utilizza esclusivamente medicinali omeopatici, prescrivendo un solo rimedio dopo aver confrontato la totalità del paziente con la totalità dei sintomi che il rimedio ha provocato negli sperimentatori (patogenesi) e che sono raccolti nei libri chiamati Materia Medica. La scelta del rimedio è quindi il risultato di una conoscenza approfondita della Materia Medica che permette di applicare clinicamente la Legge dei Simili sul malato considerato come essere unico ed irripetibile.
L'omeopatia pluralista
In questa metodologia i rimedi omeopatici non sono usati uno alla volta. Si chiama per questo Pluralismo. Qui le diverse sindromi, i sintomi sono oggetto di applicazione della legge dei simili che si sposta quindi dalla considerazione di tutte le manifestazioni della persona unitariamente come risultato di un unico squilibrio (unicismo) a considerare la persona nei diversi aspetti sintomatologici che può presentare (pluralismo). Di conseguenza viene prescritto un certo numero di rimedi contemporaneamente, mirati al superamento delle sintomatologie esistenti.
Ci sono poi molte terapie completamente al di fuori della legge di similitudine come è applicata nella omeopatia di Hahnemann, anche se utilizzano rimedi diluiti e dinamizzati.
Altre terapie non secondo la legge di similitudine che utilizzano rimedi diluiti e dinamizzati.
Il complessismo
Il complessismo è una forma di terapia che usa preparati composti da un numero considerevole di rimedi con indicazioni di sindrome analoghe a quelle della medicina ufficiale, non considerando quindiminimamente la legge di similitudine .Non si tratta quindi in alcun modo di omeopatia. È una forma di terapia largamente diffusa perché rispondente alle necessità commerciali del banco, ma scarsamente efficace.
L'antroposofia
La medicina antroposofica utilizza medicinali omeopatici unitari e complessi e medicinali non tradizionalmente omeopatici. Unisce prodotti di fitoterapia a rimedi diluiti e dinamizzati. La scelta del medicinale segue proprie regole peculiari, dettate dall'Antroposofia di Rudolf Steiner e quindi non le regole della scelta secondo la legge dei simili.
Omotossicologia
L'omotossicologia utilizza medicinali omeopatici unitari e complessi e medicinali non tradizionalmente omeopatici. La scelta di medicinale segue proprie regole peculiari, sviluppate dal dott. Reckeweg. La presenza di molte sostanze derivate dalla biochimica moderna, le modalità di indicazione e prescrizione che ricalcano quelle della medicina ufficiale ne fanno un sistema terapeutico a se stante, che comunque non deve essere confuso con l'omeopatia di cui utilizza solo un gran numero di rimedi nei suoi composti dove è riunito un grande numero di diversi principi.
Le bioterapie
Le bioterapie utilizzano i rimedi omeopatici assieme a medicinali fitoterapici, rimedi della gemmoterapia, derivati minerali (litoterapia), derivati animali, derivati immunologici, con diverse modalità di uso. La scelta del medicinale segue gli schemi della nosologia medica ufficiale o schemi peculiari non rientranti nella logica terapeutica dell'omeopatia.
Altre terapie non secondo la legge di similitudine che non utilizzano rimedi diluiti e dinamizzati.
La fitoterapia
La fitoterapia usa le piante secondo la legge dei contrari, con modalità sue proprie che ricalcano le indicazioni della medicina ufficiale, mentre l'omeopatia prescrive secondo la legge dei simili e quindi con indicazioni "inverse" rispetto quelle della fitoterapia.
La gemmoterapia
La gemmoterapia propone i vegetali in prima diluizione decimale. Non sono dinamizzati e comunque le indicazioni prescrittive non seguono la legge di similitudine ma le normali indicazioni della fitoterapiarelative al principio terapeutico.
Alla radice vi è il fatto che la legge non riconosce titoli di studio in campo omeopatico. Non esiste quindi tutela dei medici omeopatici da parte della legge.
Il risultato di questo stato di cose è davanti a tutti.
Non sono omeopatia terapie come omotossicologia, omeopatia complessa (usodi molti rimedi assieme), oligoterapia, fiori di Bach, fitoterapia, gemmoterapia.
Si è arrivati addirittura a presentare per omeopatici complessi dove è stato introdotto un rimedio omeopatico assieme ad un numero imprecisato di sostanze alcune delle quali conosciute in farmacologia, pur di poter parlare di prodotto omeopatico.
La confusione con queste terapie e la superficialità hanno contribuito a confondere e screditare l'omeopatia.
Oggi in molti ambienti medici l'omeopatia è sottovalutata proprioperché conosciuta attraverso aspetti deteriori che in realtà non le appartengono.
Identificare un buon medico omeopata non è particolarmente difficile ed è importante nel vuoto legislativo esistente proprio per i pazienti che non sono tutelati.
Un buon medico omeopata viene identificato soprattutto dalle seguenticaratteristiche: