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Integrazione alla toscana
L'accordo regionale sancisce l'ingresso delle cure non allopatiche negli ambulatori pubblici
di Elio Rossi *
Èstato firmato dall'Assessore toscano al diritto alla salute Enrico Rossi, dai rappresentanti delle aziende sanitarie e delle organizzazioni sindacali di categoria, l'accordo regionale, che disciplina i rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni. Novità assoluta è che vengono ricondotti alla specialistica ambulatoriale anche i rapporti convenzionali intrattenuti dai medici specialisti "competenti" nelle medicine complementari, cioè agopuntura, omeopatia, fitoterapia e medicina manuale, presso le strutture pubbliche della Regione Toscana.
Da anni in Toscana è in corso un progetto di integrazione delle Medicine Complementari nel servizio sanitario regionale e ormai sul territorio, presso le Aziende sanitarie e ospedaliere sono attivi più di 60 ambulatori pubblici di agopuntura e medicina tradizionale cinese, omeopatia, fitoterapia e medicina manuale. C'era quindi l'urgenza di disporre di strumenti normativi idonei per regolarizzare e uniformare le modalità contrattuali, molto disomogenee, per tutelare la professionalità degli operatori del settore e garantire una procedura adeguata alle aziende sanitarie che volessero introdurre queste prestazioni.
Nello specifico l'accordo prevede di ricondurre obbligatoriamente tutti i rapporti in essere dei medici di Medicina Complementare con le Aziende Sanitarie della regione alla disciplina economica e normativa prevista dall'Accordo Collettivo Nazionale, di cui l'accordo regionale è figlio. In assenza di una normativa nazionale, la possibilità di accedere alla convenzione è per il momento riservata ai medici in possesso di un diploma di specializzazione nelle discipline previste dall'Acn. Lo specialista poi dovrà essere in possesso dell'attestazione rilasciata dall'Ordine provinciale dei Medici dell'avvenuta formazione teorico-pratica, per dimostrare la propria competenza in una delle discipline in oggetto. A garanzia di trasparenza ed equità nell'assegnazione degli incarichi si intende giungere quanto prima alla creazione di un elenco provinciale di medici in possesso dei requisiti e a una graduatoria a cui le aziende sanitarie potranno attingere per assumere o convenzionare i professionisti del settore, come previsto per le graduatorie dei medici specialisti ambulatoriali.
L'accordo toscano rappresenta in Italia il primo concreto tentativo di definire una procedura a cui le aziende sanitarie devono attenersi per procedere all'apertura dei servizi pubblici di medicina complementare e tutela dell'utenza e per una corretta valutazione dell'esperienza professionale dei medici. Un passo importante verso la definitiva integrazione nella sanità pubblica delle medicine, già "alternative", e oggi, in Toscana, "complementari" a tutti gli effetti.
* Ambulatorio di omeopatia ASL 2 Lucca