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Fonte: Corriere della Sera 01 Aprile 2009 del: 02 04 2009
L’omeopatia diventa «ufficiale»: controlli su 31 mila prodotti
Sono undici milioni gli italiani che usano colliri, compresse, granuli e unguenti omeopatici
ROMA — Giro di vite per l’omeopatia. Oltre 31 mila prodotti sosterranno per la prima volta l’esame dell’agenzia italiana del farmaco, l’Aifa.
Valutati sul piano della qualità secondo linee guida che l’organismo diretto da Guido Rasi ha licenziato questa settimana.
Con un obiettivo. Afferrare le briglie di un settore non sufficientemente regolato e che finora ha come galleggiato ai margini dell’ufficialità anche se al suo interno operano aziende serie e qualificate.
Il programma anti clandestinità avviato dalla nuova dirigenza dell’Aifa non ha intenti punitivi, mossi dall’ideologia.
«Vogliamo dare garanzie di sicurezza e qualità ai cittadini — spiega Rasi, che evita di esprimere giudizi personali sulle cosiddette terapie non convenzionali —.
È un fenomeno che coinvolge milioni di persone ed è giusto dunque stabilire dei vincoli normativi, nel rispetto delle leggi comunitarie.
Ci aspettiamo di dover valutare nei prossimi mesi circa trentamila richieste di autorizzazione. I consumatori vanno protetti. Le industrie che lavorano con serietà saranno avvantaggiate».
QUANTI CI CREDONO - Sono 11 milioni gli italiani che usano colliri, compresse, granuli e unguenti omeopatici, il 23,4% della popolazione, quindi più della media europea (29%).
Oltre 25 mila i medici prescrittori. I medicinali sono almeno 60 mila, se si contano anche le diluizioni delle materie prime.
Siamo il terzo mercato dell’Unione europea dopo Francia e Germania.
Nel 2007 la vendita dei prodotti omeo ha portato nelle casse dello stato 40 milioni di euro derivati dalle aliquote fiscali. Un mercato cresciuto del 2 per cento nel 2008 rispetto all’anno precedente. La crisi non è stata avvertita in modo traumatico.
LE AZIENDE - Positivo il commento delle aziende. Dice Claudia Gurschler, amministratore delegato di Boiron Italia: «Dal ’95 i nostri prodotti ottengono l’autorizzazione al commercio sulla base di una notifica al ministero.
Ben venga una procedura di registrazione più rigida. Ma queste linee guida sono solo il primo passo perché riguardano solo i medicinali cosiddetti a nome comune senza indicazioni specifiche».
Restano fuori dal percorso tracciato dall’Aifa, per il momento, i medicinali «a marchio», detti anche specialità, con indicazioni specifiche per certe patologie.
A cominciare da uno dei più utilizzati, l’Oscillococcum, antinfluenzale, che tanto successo riscuote tra le mamme alle prese con le indisposizioni stagionali dei bambini.
L’agenzia del farmaco interverrà in questo caso con un decreto a parte che prevede l’obbligo di presentare tra la documentazione anche prove pre-cliniche di efficacia.
Insomma non basterà dimostrare che il prodotto è sicuro ma anche che funziona.
GIORNATA MONDIALE - Proprio domani le associazioni e i pazienti che ci credono celebrano la Giornata mondiale dell’omeopatia, in nome di Samuel Hahnemann, il fondatore della disciplina.
«Noi per primi spingiamo per una legge — insiste Simonetta Bernardini, presidente della società italiana di omeopatia e medicina integrata, la Siomi —.
In Italia questi medicinali sono privi di foglietti illustrativi, sono a totale carico dei cittadini e la materia non viene insegnata agli studenti universitari ».
Solo la Toscana ha concesso il passaporto alle cure, rimborsate e offerte nelle Asl.
L’ospedale di Pitigliano (Grosseto), sarà l’unico al mondo — sostiene la Siomi — a presentare in organico medici omeopati strutturati.
L’omeopatia viene parzialmente rimborsata in Francia, è coperta dalle assicurazioni in Germania e Svizzera. In Gran Bretagna, solo in ospedale.
Margherita De Bac
01 aprile 2009