Nuova sede della scuola di Omeopatia
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Progetto COSMO

05/05/2010 ::
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05/05/2010 ::
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Lutto nell'Omeopatia: muore a 102 anni Antonio Negro, il padre dell’omeopatia italiana

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24 01 2009 :: Risposta della dott.ssa Raffaella Pomposelli al dottor Carlo Rezzani

Fonte: Scuola di Medicina Omeopatica di Verona del: 24 01 2009


Caro Carlo,
inizio dalla parte più delicata della tua lettera e ti rispondo a partire dal “risentimento” polemico di cui fai cenno nelle ultime righe.
Ti ringrazio di aver avuto il coraggio di esporti, mi dai l’opportunità di sgomberare il campo da ogni ombra. Sia personalmente che come direttrice della Scuola di Verona, non riesco nemmeno ad immaginare di agire contro, di fare e rifare usurpando idee e procedure già ampiamente studiate, sperimentate e sudate da altri colleghi. Ma come hai fatto a pensarlo?  
Le mie riflessioni sono che lavoriamo e ci appassioniamo per la medesima causa e per ognuno di noi il proprio pezzetto assume una valenza essenziale, la più importante. La difendiamo con le unghie e a  volte travisiamo le intenzioni di altri che desiderano solo aggiungere un altro pezzetto. Proprio per non disperdere energie e risorse veniamo al concreto. Una cartella clinica omeopatica non può e non deve prescindere dalla centralità del paziente  e  neanche i criteri di inclusione e di valutazione finale di una qualunque ricerca fatta da omeopati: basterebbe leggere i protocolli che Belladonna ha sostenuto in questi  anni per verificarne il rigore della stesura, delle procedure  e dove il paziente viene posto. Il punto sul quale io desidero porre l’attenzione è la possibilità di fornire ai gruppi di  ricerca che si stanno costituendo, soprattutto per il primo momento della raccolta dei dati, uno strumento snello, agile, il più semplice possibile, utilizzabile da qualsiasi partecipante, che dia autonomia, non crei dipendenza nemmeno dalla cartella winchip. Ti chiedo: perchè non dovrebbe essere così? Per un discorso di esclusiva di winchip?
 
La mia idea e spero di essere chiara e trasparente su quello che sto dicendo, è che dobbiamo mettere a disposizione di chi collabora al progetto  uno strumento semplice da utilizzare, che non obblighi il medico o il veterinario che non ha mai utilizzato winchip a dovere investire del tempo per apprenderlo. Eventualmente potremo vedere per chi usa con soddisfazione winchip, che possa utilizzare winchip per raccogliere i dati della ricerca oncologica ed il sistema winchip consenta di esportare tali dati in formato Excel.
Questo è un primo progetto sperimentale di un certo spessore, abbiamo investito le nostre energie sui contenuti e la struttura del progetto e lo strumento informatico da adottare non deve in questo momento limitare le nostre scelte. 
 
Vuoi collaborare e far parte di questo gruppo a prescindere?
 
D’altra parte Carlo conosci bene quanto mi sia impegnata nella traduzione e diffusione della Materia Medica Viva di Vithoulkas  in questo ultimo decennio, perché  la ritengo uno strumento di lavoro da consultare e studiare essenziale. Nella Scuola di Verona molti dei docenti  e degli allievi non la possiedono, studiano e lavorano su altri testi ed è giusto che sia così …io non sento alcuna contrapposizione né alcuna necessità che essi condividano la mia visione e/o il mio interesse.

Secondo punto da chiarire: nel merito del  Data base oncologico specifico per i casi clinici veterinari e umani, è necessario considerare che la patologia tumorale si presenta con modalità veramente peculiari e la visione della centralità del paziente ed il conseguente lavoro che su questo tipo di malattie deve essere fatto, è altrettanto particolare sia nella presa che nella conduzione del caso. E’ un campo a sé. 
E’ stata fatta una proposta a tutti gli omeopati durante il Congresso FIAMO; si sta lavorando con passione alla creazione di questa opportunità. Tutti, medici e veterinari, sentiamo la necessità di confrontarci sul tema scottante dei pazienti che si ammalano di tumori. Ciascuno per la propria area di competenza,  può dare un grande e valido contributo.
La tua competenza come quella di ognuno di noi è preziosa. Dalla collaborazione si raccoglieranno casi clinici che saranno a disposizione  di tutti, ma nessuno deve avanzare pretese di monopolio, né deve sentirsi usurpato di nulla.
Tu sai quanto abbiamo collaborato da sempre alla cartella winchip. I casi saranno a disposizione anche di Clificol.
Il lavoro di squadra è vincente se la competenza di ognuno è messa in comune e per la medesima causa, diversamente si perde l’opportunità.di crescere e di uscire dal tunnel solitario. Io non conosco altre vie. Dobbiamo fare il giro di boa, imparare a lavorare autenticamente insieme. Non vedo alternative se vogliamo segnare il solco omeopatico. Io ci credo e lavoro per questo.

Un caro saluto,
Raffaella Pomposelli - Direttrice della Scuola di Medicina Omeopatica di Verona